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Che cos’è la riverberazione e a cosa serve?

La riverberazione è la persistenza di un suono dopo che ha smesso di essere emesso. Questo effetto è prodotto dalla riflessione del suono sulle diverse superfici di una sala (pareti, soffitto e pavimento), ma anche sugli arredi; persino le persone presenti nella sala influiscono in una certa misura sull’acustica, tanto che la riverberazione è diversa quando l’ambiente è privo di pubblico.

Come si misura la riverberazione?

La riverberazione si misura in secondi. Per la misura del tempo di riverberazione si utilizza un fonometro che determina l’intervallo che trascorre da quando la sorgente sonora interrompe il suono fino a quando il suo livello si è ridotto di 60 dB, secondo il metodo noto come RT60 stabilito da Wallace Clement Sabine. Oggi si eseguono misure RT30, RT20, RT15 o RT10 a seconda di ciò che si sta misurando: in questo modo non è necessario raggiungere un livello sonoro così elevato per la prova.

Differenza tra eco e riverberazione?

La differenza principale tra eco e riverberazione risiede nella distanza e nella percezione del suono riflesso.

● Eco: è il suono riflesso che raggiunge l’ascoltatore da una distanza di 17 m o più; impiega circa 50 ms ad arrivare e altrettanti a tornare. Viene percepito come un suono distinto dall’originale.

● Riverberazione: sebbene eco e riverberazione possano verificarsi sia all’aperto sia in ambienti chiusi, di solito associamo l’eco agli spazi aperti e la riverberazione alle sale chiuse; tuttavia un auditorium può avere dimensioni sufficienti perché compaia l’eco, se privo di un minimo di condizionamento acustico.

Tipi di riverberazione e loro effetti

In sostanza distinguiamo due tipi di riverberazione:

  • La riverberazione acustica della sala, dovuta alla riflessione di un suono in una sala o in uno spazio esterno. Questo tipo di riverberazione va ridotto, fino al tempo di riverberazione adeguato, in alcune sale riunioni, sale di produzione audiovisiva, aule o grandi spazi per concerti, studi televisivi o studi radiofonici.
  • La riverberazione artificiale o emulata. Nell’ambito degli studi di registrazione o multimediali si parla più spesso di “reverb”. Si tratta della modifica del suono di uno strumento o di una voce registrati in una sala senza riverberazione: durante la produzione del brano si cerca un suono più naturale utilizzando un riverbero elettronico, oppure un plug-in o un’applicazione che emula digitalmente con grande precisione quel riverbero elettronico, così che l’insieme suoni come in uno stadio, in una hall o persino come l’acustica di alcune sale di registrazione di studi leggendari. In questo gruppo rientrano anche alcuni riverberi meccanici prodotti da una molla, presenti in alcuni sintetizzatori, o riverberi generati dalla vibrazione di una piastra metallica per ottenere quel reverb artificiale.

Ti mostriamo il riverbero a molla di un sintetizzatore Moog Grandmother:

Sia i riverberi elettronici sia le loro emulazioni digitali dispongono di diversi controlli per modificare le frequenze a nostro piacimento. Ti mostriamo il plug-in o emulazione Lexicon 224 Digital Reverb Plug-In di Universal Audio:

Ti mostriamo anche l’Ocean Way Studios Plug-in di UA, con cui è possibile regolare la traccia di uno strumento come se cambiassimo il colore della registrazione con microfoni diversi, e persino la posizione dello strumento all’interno di questa leggendaria sala di registrazione:

A cosa serve la riverberazione e perché è importante?

La riverberazione acustica di un ambiente chiuso può giocare a nostro favore se la sfruttiamo affinché le persone in un auditorium possano percepire senza amplificazione la musica dal vivo di un’orchestra. Per questo, la soluzione più comune è combinare l’assorbimento acustico sulle superfici dove non vogliamo riflessioni con diffusori acustici dall’inclinazione adeguata, in modo che ogni gruppo di ascoltatori dell’auditorium percepisca la musica così come viene suonata in quell’istante, come un unico suono diretto nitido e non riflesso.

Gli anfiteatri greci e romani avevano un’acustica eccellente grazie a un progetto architettonico ovale e all’uso di diffusori in marmo, così che il pubblico potesse udire dalle diverse gradinate ogni dettaglio delle rappresentazioni, anche a distanze superiori ai 100 m nel caso del Colosseo.

Quando parliamo di reverb o riverberazione nell’editing di una produzione audiovisiva, essa serve a rendere il suono naturale o a esaltare determinate frequenze, una batteria, qualsiasi altro strumento o la voce stessa della narrazione.

Domande frequenti sulla riverberazione

Come togliere la riverberazione da una registrazione?

Quando in una registrazione di uno strumento o di una voce è rimasto un reverb eccessivo su qualche frequenza, oppure è stata effettuata in una sala senza condizionamento acustico, si usano plugin che filtrano la riverberazione indesiderata, o addirittura ne esaltano altre. Alcuni dei produttori che abbiamo intervistato usano ad esempio UAD CAMBRIDGE EQ (EQUALISER & FILTERS).

Come eliminare la riverberazione di una sala?

Utilizzando materiali fonoassorbenti nella giusta proporzione, senza esagerare, per ridurre la riverberazione alle diverse frequenze e ottenere un suono equilibrato. Se si tratta di uno spazio per suonare o registrare uno strumento, consigliamo di coprire tra il 20 e il 40% di pareti e soffitto con pannelli acustici da 5 cm di spessore e qualche bass trap.

L’Auralex Project 2 Roominator kit copre quel 20% minimo consigliato di materiale fonoassorbente in sale da 7 a 12 m2. Dai un’occhiata a questo articolo: Come trasformare la tua stanza in uno studio e vedrai come distribuire ogni componente.

Il tempo di riverberazione ideale cambia in base alle dimensioni della sala. Un altro parametro da considerare per determinare la riverberazione ideale è l’uso dell’ambiente. Ad esempio, il TR consigliato per una sala con un volume di 200 m3 destinata a conferenze è di 0,7 secondi; tuttavia, se la conferenza è rivolta a un pubblico che la ascolterà in una lingua diversa dalla propria lingua madre, si consiglia di abbassare il TR fino a 0,45 secondi.

Come influisce la riverberazione sulla musica e sul parlato?

Una riverberazione eccessiva fa sì che la musica venga percepita in un ambiente chiuso con una qualità peggiore. Alcuni dettagli si perdono perché, a seconda delle proporzioni della sala, alcune frequenze vengono esaltate o attenuate.

Quando si tratta principalmente della voce, ad esempio in una sala riunioni, in un’aula o in un auditorium, l’effetto di una riverberazione eccessiva è la riduzione dell’intelligibilità: si può perdere fino al 50% delle informazioni fornite dal docente o dal relatore.

In questo TED, Julian Treasure spiega e mostra com’è l’intelligibilità in un’aula con un tempo di riverberazione di 1,2 secondi e come migliora quando scende a 0,4 secondi. In meno di 10 minuti di video diventa del tutto chiaro come una riverberazione adeguata possa migliorare l’apprendimento in aula, la produttività sul lavoro e, soprattutto, la nostra salute.

Per qualsiasi dubbio, contattaci.

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