La riverberazione è la persistenza di un suono dopo che ha smesso di essere emesso. Questo fenomeno è prodotto dalla riflessione del suono sulle diverse superfici di una sala, tra cui pareti, soffitti, pavimenti e arredi. Queste onde sonore riflesse fanno sì che l’energia sonora perduri, creando un suono riverberato. Perfino il numero di persone presenti in una sala influisce sulla riverberazione: in uno spazio vuoto sarà più prolungata rispetto a uno spazio pieno di persone.
Tempo di riverberazione: come si misura?
Si misura in secondi e si determina con un fonometro. Questo strumento misura il tempo che trascorre da quando la sorgente sonora si interrompe fino a quando il livello sonoro diminuisce di 60 dB. Questo metodo, noto come RT60, è stato sviluppato da Wallace Clement Sabine. Per misure più specifiche e meno invasive si possono utilizzare varianti come RT30, RT20, RT15 o RT10, che non richiedono di raggiungere livelli sonori così elevati.
In Mas Acoustics offriamo il servizio di misura del tempo di riverberazione TR60 secondo la norma ISO 3382.
Differenza tra eco e riverberazione
La differenza principale tra eco e riverberazione risiede nella distanza e nella percezione del suono riflesso:
- Eco: è il suono riflesso che raggiunge l’ascoltatore da una distanza di 17 metri o più, impiegando circa 50 ms ad arrivare e altri 50 ms a tornare. Viene percepito come un suono distinto dall’originale.
- Riverberazione: si verifica quando le riflessioni del suono arrivano da meno di 17 metri e vengono percepite come parte dello stesso suono diretto.
Sebbene entrambi i fenomeni possano verificarsi in spazi aperti e chiusi, l’eco viene comunemente associato agli spazi aperti e la riverberazione alle sale chiuse.
Tipi di riverberazione e loro effetti:
Ne esistono due tipi:
- Riverberazione acustica della sala: è prodotta dalla riflessione del suono in una sala o in uno spazio esterno. Questo tipo di riverberazione deve essere controllato in sale riunioni, aule, studi di registrazione e spazi per concerti, regolando il tempo di riverberazione in base alle esigenze dell’ambiente.
- Riverberazione artificiale o emulata: utilizzata negli studi di registrazione e di produzione multimediale. Nota come “reverb”, questa tecnica modifica il suono di strumenti o voci registrati in sale prive di riverberazione mediante dispositivi elettronici o software di emulazione digitale, per ottenere un suono più naturale. Un esempio di reverb artificiale sono i sintetizzatori che includono una molla e il relativo controllo per regolarla. Per quanto riguarda le emulazioni digitali, si veda il Lexicon 224 Digital Reverb Plug-In.
Ti mostriamo anche l’Ocean Way Studios Plug-in di UA, con cui è possibile regolare la traccia di uno strumento come se cambiassimo il colore della registrazione con microfoni diversi, e persino la posizione dello strumento all’interno di questa leggendaria sala di registrazione:
A cosa serve e perché è importante?
La riverberazione acustica di un ambiente chiuso può giocare a nostro favore se la sfruttiamo affinché le persone in un auditorium possano percepire senza amplificazione la musica dal vivo di un’orchestra. Per questo, la soluzione più comune è combinare l’assorbimento acustico sulle superfici dove non vogliamo riflessioni con diffusori acustici dall’inclinazione adeguata, in modo che ogni gruppo di ascoltatori dell’auditorium percepisca la musica così come viene suonata in quell’istante, come un unico suono diretto nitido e non riflesso.
Gli anfiteatri greci e romani avevano un’acustica eccellente grazie a un progetto architettonico ovale. Utilizzavano diffusori in marmo affinché il pubblico potesse udire dalle diverse gradinate ogni dettaglio delle rappresentazioni, anche a distanze superiori ai 100m, nel caso del Colosseo.
Quando parliamo di reverb nell’editing di una produzione audiovisiva, serve a rendere il suono naturale o a esaltare determinate frequenze, una batteria, qualsiasi altro strumento o la voce stessa della narrazione.
Domande frequenti
Come togliere la riverberazione da una registrazione?
Per eliminare la riverberazione indesiderata in una registrazione di voce o strumenti si utilizzano plugin audio che filtrano la riverberazione eccessiva. Un esempio di questi plugin è l’UAD CAMBRIDGE EQ, che permette di regolare ed esaltare frequenze specifiche.
Come eliminare la riverberazione di una sala?
Utilizzando materiali fonoassorbenti nella giusta proporzione, senza esagerare, per ridurre la riverberazione alle diverse frequenze e ottenere un suono equilibrato. Se si tratta di uno spazio per suonare o registrare uno strumento, consigliamo di coprire tra il 20 e il 40% di pareti e soffitto con pannelli acustici da 5 cm di spessore e qualche bass trap.
L’Auralex Project 2 Roominator kit copre quel 20% minimo consigliato di materiale fonoassorbente in sale da 7 a 12 m2. Dai un’occhiata a questo articolo: Come trasformare la tua stanza in uno studio e vedrai come distribuire ogni componente.
Il tempo di riverberazione ideale cambia in base alle dimensioni della sala. Un altro parametro da considerare per determinare la riverberazione ideale è l’uso dell’ambiente. Ad esempio, il TR consigliato per una sala con un volume di 200 m3 destinata a conferenze è di 0,7 secondi; tuttavia, se la conferenza è rivolta a un pubblico che la ascolterà in una lingua diversa dalla propria lingua madre, si consiglia di abbassare il TR fino a 0,45 secondi.

Come influisce sulla musica e sul parlato?
Una riverberazione eccessiva può deteriorare la qualità del suono negli spazi chiusi:
- Musica: una riverberazione elevata può far sì che alcuni dettagli musicali si perdano o si distorcano, compromettendo la chiarezza e la precisione del suono.
- Parlato: in ambienti come aule o auditorium, una riverberazione eccessiva riduce l’intelligibilità del parlato, con la possibile perdita fino al 50% delle informazioni trasmesse dall’oratore.
In questo video TED, Julian Treasure illustra come la riduzione del tempo di riverberazione nelle aule migliori in modo significativo l’intelligibilità e l’apprendimento, dimostrando l’importanza di una buona gestione acustica in questi ambienti.
Comprendere e controllare la riverberazione è essenziale per ottimizzare la qualità del suono nei diversi spazi, migliorando sia la percezione uditiva sia l’esperienza complessiva nelle varie applicazioni.
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